6.15 appuntamento con orsetto. Si parte in direzione Tesero verso la prima avventura in una Skyrace. Con noi Francesca, la figlia di Stefano. Il viaggio è tranquillo anche se mi chiedo se proprio sia il caso di affrontare questa competizione.
In fondo a me di gareggiare interessa proprio poco, ma la curiosità di scoprire la montagna in modo diverso ed il mettere a frutto le tante ore su e giù per il Calisio, mi fanno guardare avanti con tranquillità.
Colazione veloce ed arrivo in piazza a Tesero. Uno sguardo alla piazza già popolata dagli skyrunner, per capire che gli altri concorrenti non sono alla loro prima esperienza, ma poco importa.
Colazione veloce ed arrivo in piazza a Tesero. Uno sguardo alla piazza già popolata dagli skyrunner, per capire che gli altri concorrenti non sono alla loro prima esperienza, ma poco importa.
8.20 punzonatura ed ingresso alla partenza. Ultime chiacchiere con orsetto e uno sguardo alla bellezza di certe atlete in gara. Via si parte. Lascio sfilare gran parte del gruppo e subito la strada sale. È facile intuire che sarà impossibile correre su quei dislivelli e così comincia la mia prima Skyrace.
Io sto bene ed affronto la salita con passo deciso e senza forzare troppo. Si crea subito un gruppo che arrancherà compatto per gran parte del primo ripido tratto. Si sale nel bosco e ben presto ci si lascia alle spalle il paese di Tesero. I profumi del bosco ti entrano dentro e mentre il cuore batte a mille, la valle si allontana.
La salita è durissima ma altrettanto bella, siamo già sopra i 1.900 metri del Sass Redon ed il bosco lascia presto spazio al classico paesaggio di alta montagna. Sbaglio sentiero e attraverso un breve tratto fra i mughi. Lo strapiombo davanti a me mi fa capire che è meglio tornare indietro. Ritrovata la via, proseguo lungo il sentiero che sovrasta la valle, che bellezza! A poche centinaia di metri dal primo cancello due splendide tifose danno coraggio, mi domando se sia una visione dovuta all'altitudine ed alla mancanza di energie! Proseguo fino al Monte Comon quasi a 2.200 metri ed al ristoro mi fermo per mangiare qualche cosa ed ammirare il paesaggio. Poi via di nuovo in discesa dove le ginocchia danno il primo segnale di cedimento.
Si scende per più di 300 metri fino a quota 1.800 (Casera Vecia) per poi salire nuovamente fino a Saline, Malga Valbono e Monte Agnello dove è posto il secondo cancello. Siamo sopra i 2.300 metri e l'amico orsetto si improvvisa fotografo e mi disseta. Dopo 2 ore e 38 sono sulla cima. Sono soddisfatto, non ho esagerato e sto bene. Ora mi attende la discesa che affronto con un po' di timore visto il problema alle ginocchia. Purtroppo la realtà è superiore a ciò che mi aspettavo e la seconda parte di gara diventa un calvario. Saranno 10 km di sofferenza allietati solo dall'sms di Serena che mi aspetta all'arrivo con i cuccioli.
Mi fermo spesso, le ginocchia non danno tregua e provo ad arrangiarmi con due bastoni per alleggerire il ritorno. Sembro un paraplegico. Dopo quasi 1.40 di tortura, arrivo al traguardo stanco ma felice. Doccia veloce ed un abbraccio ai piccoli. Svanisce subito il pensiero che quella sarebbe stata la prima ed ultima volta e si pensa già al 18 luglio ed al Pordoi.
Tutti insieme si mangia al ristorante e poi si va al rifugio Cauriol. Stanco e con Riccardo sulle spalle affronto la fatica più grossa della giornata: la passeggiata fino ai prati sopra il rifugio. Ma tutto è ripagato dallo splendido panorama e dal fatto di essere tutti insieme a giocare nei prati.
Si gioca a calcio, si evitano le boazze, ci si lava nel torrente, si combatte con cavalli e mucche per il possesso del territorio e si contano quante mosche entrano nella bocca russante di orsetto. Il pomeriggio trascorre veloce e si ritorna a valle per l'ultima tappa in gelateria.
La giornata è stata semplicemente splendida. La prima Skyrace è stata veramente dura ma altrettanto ricca di soddisfazioni. Il tempo cronometrico non lo considero neanche, d'altronde perché ci siano i primi devono esserci anche gli ultimi. Alla fine saranno 21 Km e 4000 metri di dislivello tutti sulle mie gambe e questo mi basta. La vicinanza poi dei miei piccoli e di Serena hanno reso tutto ancora più bello.
C'è subito voglia di ripartire, e la prossima avventura sarà su quella montagna scalata molte volte con le due ruote. Speriamo che il Pordoi riesca a riproporre le stesse emozioni e gli stessi paesaggi di questa prima Skyrace.
(nella foto sul Monte Agnello alla Stava Skyrace)
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